La memoria di coloro che hanno brillato nell’ascesi

Nelle imprese della vita c’è bisogno di un buon esempio. Accade nei banchi di scuola quando gli insegnanti ci indicano gli studenti bravi e dediti allo studio, o all’ambito sportivo dove i campioni sono additati per il loro impegno e il loro sacrificio. I militari hanno poi sicuro riferimento nelle gesta di eroici soldati e comandanti.

Oggi purtroppo il buon esempio è stigmatizzato, i modelli proposti dalla società in realtà sono pessimi e al ribasso. Da un po’ di tempo mi chiedo, ad esempio, che fine abbia fatto la piccola vedetta lombarda di Edmondo De Amicis che quando ero bambino tanto mi impressionò dopo averne letto la vicenda a scuola e averne visto la rievocazione televisiva nel “Cuore” di Luigi Comencini.

Grazie a Dio la Chiesa ortodossa è immune da questa degenerazione e continua ad additare a tutti i cristiani “quelli bravi”, e lo fa con la sapienza della madre che li indica nel momento più opportuno cioè nel momento della fatica. Non è dunque un caso che il sabato dei latticini, proprio in prossimità dell’inizio della Grande Quaresima, la Chiesa celebri la memoria della Sinassi dei santi Padri che hanno brillato nell’ascesi, perché in vista dello sforzo del digiuno e della penitenza, della lotta contro le passioni che compiamo con più intensità nel periodo quaresimale abbiamo bisogno del luminoso esempio dei santi padri e delle sante madri che, attraverso instancabili preghiere e molti giorni di digiuno, si sono guadagnati il ​​Regno dei Cieli.

La glorificazione delle gesta dei santi padri ebbe inizio nell’antichità; a tale scopo fu scritto un canone apposito. Il suo autore fu l’abate del monastero di Studion, Teodoro, alla fine del VII secolo. Questo canone speciale elenca più di ottanta nomi di santi di Dio dei primi secoli del cristianesimo ma, naturalmente, l’elenco dei santi non comprendeva santi famosi vissuti in epoche successive e quelli i cui nomi sono andati perduti nel tempo.

Nel sabato dei latticini contempliamo questa schiera di uomini e donne di molte nazionalità, provenienti da diversi paesi, alcuni notissimi come Sergio di Radonež e Serafino di Sarov, altri come Serapione di Nitria e Isaia di Skete i cui nomi risuonano solo in questo giorno. Tutti accomunati dall’amore per Dio, dall’ardente desiderio di avvicinarsi il più possibile a Lui superando tentazioni e limiti della condizione umana.

Prima di iniziare il nostro sforzo quaresimale guardiamo così a coloro che attraverso la preghiera del Salterio e alla pratica dell’ascesi hanno vinto le loro passioni e conquistato il Paradiso perché abbiamo bisogno di questi speciali compagni di viaggio che illuminano il nostro cammino seguendo appunto il consiglio di Teodoro lo Studita:

Gioiosamente celebriamo con inni i padri e i pontefici teòfori che hanno brillato per l’ascesi, e insieme le sante donne e i cori degli ieromartiri, perché possiamo venire santificati, e per le loro preghiere e l’intercessione della Madre di Dio portiamo a compimento senza difficoltà la corsa del digiuno.


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