Davanti all’Icona della SS. Madre di Dio del “Segno” Kursko-Korennaja

Ho avuto la gioia spirituale di celebrare nella chiesa russa di Firenze il moleben con l’akatist davanti all’Icona della Santissima Madre di Dio del “Segno” Kursko-Korennaja, una delle reliquie più amate e venerate della Chiesa ortodossa russa all’estero.
Ritengo opportuno raccontare qualcosa della storia di questa straordinaria icona, che da più di sette secoli accompagna il popolo ortodosso, proteggendolo nelle prove e irradiando fede e consolazione.

Una sorgente di grazia alla radice di un albero

La storia della icona Kursko-Korennaja ha inizio nel 1295, nel periodo drammatico dell’invasione tatara. La regione di Kursk era stata devastata, e un cacciatore della vicina città di Rylsk, lungo il fiume Skal, trovò un’icona rovesciata accanto alla radice di un albero. Quando la sollevò, dal terreno sgorgò una sorgente d’acqua limpida e abbondante: segno della benedizione della Madre di Dio.
Per questo motivo, l’icona prese il nome di “Kursko-Korennaja”, cioè di Kursk, della Radice, ricordando il luogo stesso della sua miracolosa apparizione.

L’immagine raffigura la Madre di Dio del “Segno” (Bogomater’ Znamenie), con le mani alzate in preghiera e il Bambino Cristo benedicente nel cerchio sul petto. Fin dall’inizio, da questa santa icona si manifestarono numerosi miracoli di guarigione e di consolazione spirituale.

Il segno della protezione divina

Il principe di Rylsk volle portarla nella sua città, ma, per non essersi unito con devozione alla processione, fu colpito da cecità. Pentitosi, ricevette la guarigione e costruì una chiesa in onore della Natività della Madre di Dio. Tuttavia, più volte l’icona scomparve misteriosamente, tornando sempre al luogo della sua prima apparizione.
Così si comprese che la Madre di Dio desiderava rimanere in quel luogo benedetto, presso la “radice”. Lì fu costruita una cappella, che divenne meta di pellegrinaggi incessanti.

Nel 1383, i Tartari incendiarono la cappella, ma il fuoco non la consumò. Presero allora la santa icona, la tagliarono in due e la gettarono via. Anni dopo, il pio sacerdote Bogoliub, tornato dalla prigionia, ritrovò le due metà che si ricomposero miracolosamente, lasciando solo una lieve traccia della ferita. La fama della santa icona si diffuse in tutta la Rus’.

Da Kursk a Mosca: l’icona che accompagna la storia

Nel 1597, lo zar Fëdor Ioannovič fece portare l’icona a Mosca. La zarina Irina Feodorovna la ornò con una riza d’argento dorato e pietre preziose. Su ordine dello zar fu costruito, nel luogo dell’apparizione, il Monastero della Radice di Kursk (Kurskaja Korennaja pustyn’), con una chiesa dedicata alla Sorgente Vivificante che ancora scaturisce accanto al tempio.

Durante i secoli seguenti, l’icona accompagnò gli eserciti russi in battaglia, i cosacchi del Don, e le processioni tra Kursk e il monastero, che si svolgevano ogni anno dopo la Pasqua. Nel 1612, durante l’assedio polacco, gli abitanti di Kursk videro apparire sulle mura la Madre di Dio con due monaci luminosi, e la città fu miracolosamente salvata.
Nel 1898, un gruppo di anarchici tentò di distruggerla con una bomba: la chiesa fu devastata, ma l’icona rimase intatta, nemmeno il vetro della cornice si spezzò. Quell’attentato fallito divenne un’ulteriore glorificazione della potenza divina.

Dalla Russia al mondo: l’icona in esilio

Dopo la Rivoluzione del 1917, per proteggerla dalle profanazioni, la santa icona fu nascosta e poi portata via dai monaci del monastero di Kursk. Attraversò Belgrado, la Serbia, l’Europa centrale e infine giunse negli Stati Uniti, diventando il tesoro più prezioso della Chiesa ortodossa russa all’estero (ROCOR).

Da allora, l’Icona della SS. Madre di Dio del “Segno” Kursko-Korennaja accompagna la vita della diaspora russa, come segno della presenza materna della Theotokos che non abbandona i suoi figli nemmeno lontano dalla patria.
È custodita oggi a New York, nella Cattedrale della Madre di Dio del Segno, sede del Primo Gerarca della ROCOR. Ogni riunione del Santo Sinodo dei Vescovi si svolge alla sua presenza, e regolarmente l’icona viaggia in pellegrinaggio per visitare le diocesi del mondo. Ovunque giunga, migliaia di fedeli accorrono per venerarla e ricevere la sua benedizione.

Una visita di grazia a Firenze

La sosta della miracolosa Icona della SS. Madre di Dio del “Segno” Kursko-Korennaja a Firenze è stata per noi un dono inestimabile. Durante il moleben e la lettura dell’akatist, molti cuori si sono aperti con fede all’intercessione della Madre di Dio, che nei secoli ha mostrato la sua misericordia e la sua protezione sul popolo ortodosso.

Davanti a lei, ho sentito rinnovarsi la certezza che la Madre del Signore non abbandona mai i suoi figli. Come un tempo, presso la radice di un albero nella terra di Kursk, anche oggi la sua icona continua a far sgorgare una sorgente di grazia viva, capace di unire, guarire e consolare.
In quel momento di preghiera ho percepito che la Santa Rus’ non è un luogo, ma un cuore, e che la Madre di Dio, attraverso la sua santa icona, continua a custodirlo ovunque si trovino i suoi figli.


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