I Santi Padri del Primo Concilio ecumenico (Metropolita Vladimir Sobodan)

Omelia per la 7a Domenica dopo Pasqua, memoria dei Santi Padri del Primo Concilio Ecumenico, del Metropolita Vladimir Sobodan (+2014)

“Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”. (Gv 17,3)

La vera dottrina di Dio e di Gesù Cristo è senza dubbio quella che si trova nella Rivelazione divina; chi accetta e confessa questa dottrina conosce Dio e Gesù Cristo.

Oggi la Santa Chiesa ricorda e glorifica i  santi Padri teofori del Primo Concilio Ecumenico, convocato da San Costantino a Nicea nel 325 per stabilire la vera dottrina sulla divinità di Gesù Cristo contro il falso insegnamento di Ario, che non riconosceva il Figlio di Dio come eterno e in un’unica essenza con il Padre.

La storia dei concili ecumenici, che furono sette, è molto istruttiva per noi. Questi concili sono chiamati ecumenici perché erano riuniti, quando possibile, da patriarchi, vescovi e presbiteri di tutti i Paesi del mondo in cui esistevano le chiese a quel tempo. L’occasione principale per riunirsi era la comparsa di eretici che mettevano in imbarazzo i cristiani ortodossi con la loro dottrina perversa sulle verità della fede.

Il primo Concilio Ecumenico, come abbiamo detto, fu riunito contro la falsa dottrina di Gesù Cristo predicata da un ex presbitero di Alessandria, Ario. In questo Concilio, al quale arrivarono 318 padri, fu confutata la falsa dottrina di Ario e fu confermato il dogma dell’eternità del Figlio di Dio e della sua unicità con Dio Padre.

Quando poi apparve l’eretico Macedonio, che malvagiamente insegnava che lo Spirito Santo non era Dio, ma solo una potenza creata, il pio imperatore Teodosio I convocò un secondo Concilio Ecumenico a Costantinopoli nel 381. I 150 Padri si riunirono e riconobbero lo Spirito Santo come Signore, uguale al Padre e al Figlio. In questi due concili fu redatto un Credo di 12 articolo. Questo Credo viene cantato in ogni liturgia, è la nostra preghiera, testimonianza e confessione di fede.

Dopo questi due concili ci furono altri cinque concili ecumenici che confermarono i dogmi della fede ortodossa e confutarono i falsi insegnamenti eretici.

Oltre ai dogmi della fede, i Concili ecumenici hanno approvato molte regole riguardanti l’ordine e la concordia della Chiesa. Ottantacinque regole, tradizionalmente conservate dagli Apostoli, così come i decreti di nove Concili locali, sono stati approvati per l’osservanza obbligatoria. Queste risoluzioni conciliari comprendono tutta la legislazione della Chiesa, che continua a guidare la Santa Chiesa ortodossa anche oggi.

La storia dei Concili mostra che i Padri della Chiesa sono sempre stati animati dalla fede salvifica che l’unico Capo della Chiesa è il Signore Gesù Cristo stesso. Ai concili parteciparono molti santi e maestri di grande saggezza e doni spirituali. Tra i padri dei concili c’erano molti martiri e confessori che ancora portavano le piaghe della sofferenza per la loro fede; molti erano rinomati asceti e operatori di miracoli, ma nessuno di loro cercava il primato; tutti osservavano umiltà e obbedienza, ascoltando la voce del consesso ecumenico, in cui sentivano la voce del Signore stesso.

Come i santi apostoli nel Concilio di Gerusalemme suggellarono le loro definizioni con le parole: “abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi”  (At 15,28), anche i padri della Chiesa nei Concili successivi iniziarono le dichiarazioni conciliari con la stessa espressione, che testimoniava la loro fede nell’ispirazione delle definizioni conciliari. Con queste definizioni dottrinali cattoliche, in quanto strumenti divinamente ispirati, dobbiamo respingere tutti i tentativi dei furbi di pervertire la verità dell’Ortodossia e di allontanarci dall’unanimità ecclesiastica. “State saldi nella fede”(1Cor 16,13), fatevi rafforzare dall’esempio dei Padri della Chiesa teofori, “provate ogni cosa, ritenete il bene”  (1Tes 5,21), e allora conoscerete l’unico vero Dio. E conoscere il vero Dio e l’unico vero Dio, che ha mandato Gesù Cristo, significa avere la vita eterna (Gv 17,3). Amen.


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