L’indemoniato gadareno (san Giovanni di Kronštadt)

San Giovanni di Kronštadt

Era appena sceso a terra, quando gli venne incontro un uomo della città posseduto dai demòni. Da molto tempo non portava vestiti, né abitava in casa, ma nei sepolcri. (Luca 8,27)

Avete sentito, amati fratelli, la storia evangelica letta oggi dell’uomo posseduto dai demoni nel paese di Gadara e della sua guarigione da parte di Gesù Cristo? Avete sentito come i demoni tormentavano quel disgraziato e come viveva male la sua misera vita? Avete visto la potenza divina di Gesù Cristo sui demoni, su tutta la legione, cioè diverse migliaia, che si era impossessata del disgraziato? Avete visto la morte improvvisa di molti animali, i cosiddetti animali impuri, in cui i demoni entrarono con il permesso del Salvatore (Luca 8:26-39)? Esaminiamo attentamente questo racconto e traiamone una lezione: è raccontato per la nostra edificazione.

Gli indemoniati c’erano prima, ci sono anche adesso; solo che ora, nella nuova grazia, i demoni agiscono in modo più segreto e astuto rispetto al tempo antico, quando il loro potere e la loro autorità sugli uomini non erano ancora stati spezzati solennemente e avevano molto più spazio nel mondo. Ora, però, ci sono molte, moltissime persone indemoniate. Chi di noi non conosce l’attuale razza di indemoniati , gli ubriachi violenti? Non stupitevi se chiamo demoniaci gli ubriaconi: lo sono davvero. Chi non ha sentito e non sa come essi, se sono uomini e sposati, tormentano e torturano – non dico se stessi – ma le loro mogli, e se hanno figli, anche i loro figli; così, per azione dei demoni, spesso tormentano e portano a morte le loro mogli e i loro figli con le loro percosse e i loro tormenti; e che cosa queste povere donne non sopportano da un marito ubriaco, o i figli da un padre ubriaco! Non c’è abbastanza forza per piangere le disgrazie della casa in cui si trova un ubriacone: l’inferno, l’inferno è lì presente, ogni giorno ci sono lacrime e gemiti. L’ubriacone è ubriaco tutti i giorni, e porta tutto fuori di casa per bere. Oh che terribile passione! Che orribile follia! Di chi è la colpa? Naturalmente dell’ubriacone stesso, che ha raggiunto questo stato demoniaco a causa della sua avidità di vino. Qualsiasi paziente può essere curato, ma l’ubriacone non può essere curato, a meno che egli stesso non voglia abbandonare con decisione l’ubriachezza e non si rivolga con tutto il cuore all’aiuto del Signore Gesù Cristo, che solo con la sua grazia può curare questa terribile, rovinosa passione. Ho visto molti ubriaconi; tra questi ne ho visti alcuni che sono stati completamente guariti dalla grazia di Cristo, al cui aiuto essi stessi hanno fatto diligentemente ricorso; ma molti ne ho visti, e ne avete visti anche voi, che sono periti con una fine terribile, senza pentimento, con il suicidio o con l’oppio.

Ma dico anche che ho visto molti ubriachi completamente guariti dalla grazia di Cristo, che hanno sinceramente cercato e ricevuto, e questo mi dà motivo di dire per l’edificazione di tutti gli ubriachi: cercate diligentemente l’aiuto del Salvatore ed Egli certamente vi salverà, scaccerà da voi l’orda demoniaca, che è entrata in voi a causa della vostra incontinenza, della negligenza su voi stessi, per la pigrizia e la freddezza alla preghiera, per l’incredulità e la miscredenza, per l’allontanamento da Dio e dalla Chiesa ….

Ma ho anche visto veri e propri indemoniati, persone di cui i demoni si sono impossessati per l’inspiegabile destino di Dio, e hanno prodotto in loro la pazzia mentale, pronunciando attraverso di loro terribili bestemmie, – ho visto come hanno terribilmente gettato un malcapitato da un angolo all’altro, o lo hanno spinto a scalare il muro, e così via. Questi, credo, insieme all’apostolo, Dio li consegnò a Satana per consumare la carne, affinché lo spirito fosse salvato (1 Cor. 5, 5). Ma questi indemoniati erano, ovviamente, in uno stato di follia: non si rendevano conto di ciò che facevano. Ma agli ubriachi le loro azioni sono imputate, perché non sono privi di mente e di libertà d’azione, e saranno accusati per la loro ubriachezza e il loro oltraggio. Gli ubriachi non erediteranno il regno di Dio (1 Cor 6,10).

Ma c’è, fratelli, un altro tipo di persone indemoniate: sono le persone arrabbiate, irritabili, iraconde. Avete mai visto persone arrabbiate, irascibili, colleriche? Quanto sono cattive nell’ira! La Scrittura dice: “Un uomo arrabbiato è da compatire e da biasimare (Proverbi 14:17). Quanto è brutto tutto il loro volto! Che occhi scintillanti, come quelli delle bestie feroci, in cui si vedono malizia e rabbia! Tutti noi siamo irritabili, tutti noi siamo inclini all’ira, e quindi tutti noi dovremmo chiedere al Signore, nel pentimento, lo spirito di mitezza, umiltà e pazienza. “Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore” (Romani 12:19). Esistono diversi altri tipi di demoni silenziosi o maligni: è il caso del demone degli invidiosi, che sono tormentati dalla felicità o dalla prosperità altrui e che o soffrono in silenzio, vedendo la felicità dei loro vicini, o calunniano e diffamano coloro che invidiano.

Ci sono indemoniati avari, avidi di denaro, che per il profitto e l’arricchimento sono pronti a qualsiasi iniquità e per la perdita di essi sono pronti a uccidersi, e a cui demoni hanno indurito i loro cuori al punto che non si commuovono di fronte a nessuna calamità, né privata né pubblica, che, vedendo gli affamati, gli ignudi, i malati, i mutilati, passano avanti ogni giorno e non danno un soldo, mentre hanno tesori traboccanti di doni di Dio. Non è forse possessione diabolica, quando questi ignorano i poveretti e non lo considerano un peccato?

C’è poi la possessione della passione carnale; chi ne è posseduto cade nel desiderio e nella disperazione se le sue passioni non sono soddisfatte, oppure decide di compiere le azioni più vergognose pur di soddisfarle, o – addirittura – di suicidarsi. Per non diventare vittime di questa o altre passioni sfrenate, è necessario frenarle all’inizio; quando si intensificano, allora è estremamente difficile controllarle, e senza l’aiuto della Grazia e impossibile.

C’è anche la mania del gioco d’azzardo, quando le persone passano tranquillamente le serate e le notti a giocare a carte, impiegando male il proprio tempo, e non badando alle opere di Dio, non prestano attenzione alla loro anima, alla sua salvezza, non si preoccupano minimamente del pentimento e della virtù.

C’è una mania, o passione, per gli spettacoli. Ci sono persone che vaneggiano a teatro nei loro sogni e nelle loro fantasie, che applaudono le celebrità del teatro fino allo sfinimento, mentre vanno in chiesa solo una o due volte all’anno, e solo per sbadigliare.

C’è una mania de timore, la paura della vanità, quando una persona ha paura degli altri come lui o teme tutto ciò che la circonda, sospetta tutti di intenzioni malvagie o in generale presume in tutti pensieri e intenzioni malvagie; la mania dell’impurità, quando considera tutti e tutto impuri e dieci o venti volte lava la cosa toccata da un estraneo.

C’è anche la mania, o possessione diabolica, di coloro che teme o aborriscono la Chiesa, il servizio divino, la salmodia, la lettura della Parola di Dio e le cose sante in generale: non si riesce mai a convincerli a venire in chiesa; se li si conduce, scoppiano e scappano o si sottraggono con vari pretesti, tale è l’alienazione da Dio e dal suo santo tempio! A questo appartiene anche il demone-possesso del nichilismo, che rifiuta tutto ciò che è santo, tutte le verità della Rivelazione, tutto ciò che è caro all’essere razionale, specialmente ai cristiani, che conforta, rafforza, adorna ed eleva l’uomo.

C’è l’imprecazione demoniaca, che contamina il cuore, l’anima e la bocca di chi impreca, e si nota soprattutto tra la gente comune, e specialmente tra i ranghi più bassi dell’esercito. Ecco quanti tipi diversi di possessioni diaboliche, o manie, ci sono nelle persone! E non sono tutti qui, perché la possessione demoniaca peccaminosa ha innumerevoli tipi, e l’idra del peccato ha molte teste.

Qual è la cura per questa malattia morale, cosa salvare da questo mostro a più teste, per non cadere preda dell’astuzia dei demoni malvagi, cattivi, impuri e immondi? Solo con l’umile fede nel Signore Gesù Cristo, che ha vinto il potere del diavolo, il pentimento sincero e profondo, la preghiera e il digiuno. “Questa specie di demòni non esce se non per mezzo della preghiera e del digiuno” dice il Signore (Mt 17, 21). Ecco perché, tra le altre cose, la santa Chiesa ha istituito i digiuni, affinché i cristiani abbiano in essi un’arma contro il diavolo e le sue innumerevoli astuzie.

Questo digiuno ci è stato inviato dalla Santa Chiesa per aiutarci. Accettiamo volentieri questa terapia ecclesiastica e osserviamo i digiuni secondo le nostre forze per crocifiggere la carne con le passioni e le concupiscenze. Amen.

San Giovanni di Kronštadt

Fonte (RU): https://проповеди.рф/propovedi/propoved/gadarinskij-besnovatyj/


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