
Sua Santità il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’ Kirill ha tenuto un discorso in occasione del 100° anniversario della morte benedetta di San Tichon, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.
Eminenze ed Eccellenze!
Reverendi Padri! Cari fratelli e sorelle!
L’anno 2025 è un anno particolarmente memorabile per la Chiesa ortodossa russa, che celebra in preghiera il centesimo anniversario del riposo nel Signore di San Tichon, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’, il Primate al quale, per volontà divina, toccarono le dure prove degli sconvolgimenti rivoluzionari, della guerra civile e dell’inizio di una crudele persecuzione della fede.
Salendo alla cattedra dei gerarchi di Mosca, San Tichon previde il grande peso della croce che gli era stato imposto, come testimoniano le sue parole: quante lacrime e quanti gemiti dovrò inghiottire nel mio imminente ministero patriarcale! (parole del Metropolita Tichon alla notizia della sua elezione). Tutto ciò si è effettivamente avverato e l’opera del Primate è diventata davvero per lui quel rotolo profetico su cui sono iscritte le terribili parole: “pianto, lamento e dolore ” (Ezechiele 2:10).
La restaurazione del Patriarcato nella Chiesa russa nell’autunno del 1917 coincise con l’ascesa al potere delle milizie dei senza Dio, che miravano al completo sradicamento della fede religiosa tra il popolo ed inauguravano persecuzioni senza precedenti contro la Chiesa di Cristo. Mentre denunciava con coraggio i crimini dei bolscevichi, che commettevano sanguinosi massacri, San Tichon testimoniava allo stesso tempo: “La Chiesa non si lega per sempre a un certo modo di governare, perché questo ha solo un significato storico relativo. La Chiesa ha un altro servizio: è e deve essere la coscienza dello Stato “ (Parola nel giorno della commemorazione del santo Patriarca Ermogene, 2 marzo 1919).
Con umiltà e mitezza, unite allo zelo per la causa di Dio e a uno spirito ardente, Sua Santità Tichon ha svolto il ministero affidatogli, pregando il suo gregge di non allontanarsi dalla via crucis e di rimanere fedele alla Chiesa ortodossa.
Solo Dio conosce i pensieri pesanti e lo strazio che il Patriarca Tichon ha provato, vedendo il crollo della vecchia Russia e la distruzione dei santuari ortodossi. Solo il Signore conosce le ferventi preghiere che il santo ha offerto per il gregge a lui affidato mentre era imprigionato nel monastero Donskoy, praticamente tagliato fuori dal governo reale della Chiesa. Ma, mostrandosi in tutto e per tutto servo di Dio, con grande pazienza, nelle avversità, nelle necessità, nelle circostanze ravvicinate, nel lavoro, nella prudenza, nello Spirito Santo, nell’amore sincero (2 Corinzi 6:4-6), il santo ricevette la corona della confessione e divenne un esempio di coraggio e forza spirituale.
Con un sentimento speciale il popolo ortodosso accorre alle venerate reliquie di San Tichon, che vengono portate nelle città e nei villaggi della Santa Rus’. Questo contatto con le reliquie ci aiuta a rafforzarci nella nostra fede e a trovare la speranza nella forza dell’intercessione di San Tichon davanti al volto di Dio per la Patria e il nostro popolo. Crediamo e speriamo che San Tichon risponda alle suppliche dei figli fedeli della Chiesa russa, per la quale ha avuto una cura incessante durante la sua vita terrena, e, stando davanti al Trono dell’Onnipotente, non cesserà di intercedere per noi presso Dio.
Eleviamo al Santo Tichon le nostre ferventi preghiere, affinché la fede del nostro popolo non venga meno, affinché il Signore, per intercessione del suo glorioso benefattore e zelatore delle tradizioni apostoliche, benedica la Chiesa e il nostro Paese con la quiete e la pace di Dio (Tropario di san Tikhon), ci rafforzi nell’adempimento dei comandamenti evangelici e nella coraggiosa sequela di Cristo Salvatore.
Per intercessione di San Tichon, Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’, il Signore misericordioso protegga tutti voi, miei cari!
+KIRILL, PATRIARCA DI MOSCA E DI TUTTA LA RUS‘
Fonte (RU): https://www.patriarchia.ru/article/114671