Il 24 ottobre (11 ottobre secondo il calendario giuliano), la Santa Chiesa Ortodossa celebra la memoria della Sinassi dei venerabili Anziani di Optina: Lev (†1841), Makarij (†1860), Moisèj (†1862), Antonij (†1865), Ilarion (†1873), Amvrosij (†1891), Anatolij il Vecchio (†1894), Isaakij I (†1894), Iosif (†1911), Varsonofij (†1913), Anatolij il Giovane (†1922), Nektarij (†1928), Nikon il Confessore (†1931) e Isaakij II, ieromartire (†1938).
Nel monastero di Optina Pustyn’, uno dei principali centri spirituali della Russia ortodossa, fiorì una straordinaria tradizione di guida spirituale fondata sulla preghiera incessante, sull’umiltà, sul discernimento e sull’amore per il prossimo. Gli starcy, anziani spirituali ai quali si rivolgevano monaci e fedeli, divennero testimoni viventi della sapienza dei santi Padri.
Le loro vite, segnate dall’ascesi, dalla misericordia e, per alcuni, dalle persecuzioni del Novecento, continuano a offrire un esempio di fedeltà a Cristo.
Venerabile ieromonaco del grande schima Lev (Nagolkin) (1768–1841)

Fu il primo fondatore e ispiratore della tradizione degli starcy di Optina. Uomo di fede incrollabile, di straordinario coraggio, fermezza ed energia. Tutta la sua vita fu espressione dell’amore evangelico, trascorsa nel servizio disinteressato a Dio e al prossimo.
Attraverso le sue fatiche ascetiche, la preghiera incessante e l’umiltà a imitazione di Cristo, acquisì abbondanti doni dello Spirito Santo. Innumerevoli furono i miracoli da lui compiuti e folle di persone afflitte e bisognose accorrevano a lui.
Dormizione (giorno della memoria): 11/24 ottobre 1841.
Venerabile ieromonaco del grande schima Makarij (Ivanov) (1788–1860)

Discepolo e compagno di vita ascetica dello starec Lev, esercitò il ministero di guida spirituale a Optina Pustyn’ contemporaneamente al venerabile Lev e, dopo la sua dormizione, continuò fino alla fine della propria vita la grande e santa opera della direzione spirituale.
La virtù principale che si adoperava a coltivare nelle persone era l’umiltà, che considerava il fondamento della vita cristiana.
«Se c’è l’umiltà, c’è tutto; se manca l’umiltà, non c’è nulla», insegnava il venerabile.
Al nome dello starec Makarij è legato l’inizio della pubblicazione, presso il monastero, delle opere dei santi Padri, un’attività che riunì intorno alla comunità monastica alcune delle migliori energie spirituali e intellettuali della Russia.
Dormizione (giorno della memoria): 7/20 settembre 1860.
Venerabile schiarchimandrita Moisèj (Putilov) (1782–1862)

Anziano e igumeno di grande mitezza, offrì uno straordinario esempio di come il rigoroso ascetismo, l’umiltà e il distacco dai beni materiali potessero unirsi al governo sapiente del monastero e a un’ampia attività caritativa.
Grazie alla sua sconfinata misericordia e compassione verso i poveri, il monastero offriva ospitalità a numerosi pellegrini e viandanti.
Durante il suo governo furono restaurate le antiche chiese e costruiti nuovi edifici e luoghi di culto.
Optina Pustyn’ deve la sua visibile prosperità e rinascita spirituale alla sapiente guida dello starec Moisèj.
Dormizione (giorno della memoria): 16/29 giugno 1862.
Venerabile schiigumeno Antonij (Putilov) (1795–1865)

Fratello e compagno di ascesi dello schiarchimandrita Moisèj, fu un umile asceta e uomo di preghiera che, per tutta la vita, portò con pazienza e coraggio la croce delle infermità fisiche.
Contribuì in ogni modo allo sviluppo della tradizione degli starcy nello skit, che guidò per quattordici anni.
Gli insegnamenti spirituali che lasciò per iscritto costituiscono un meraviglioso frutto del suo amore paterno e del dono della parola edificante.
Poco prima della dormizione diceva:
«Avrei desiderato consolare tutti e, se fosse stato possibile, avrei fatto a pezzi me stesso per distribuirne un frammento a ciascuno».
Dormizione (giorno della memoria): 7/20 agosto 1865.
Venerabile ieromonaco del grande schima Ilarion (Ponomarëv) (1805–1873)

Discepolo e successore dello starec Makarij, fu uno zelante difensore e predicatore della fede ortodossa. Riuscì a ricondurre nel seno della Chiesa ortodossa molte persone che si erano smarrite o si erano allontanate dalla fede.
«Soltanto dal momento in cui lo conoscemmo», ricordava un suo figlio spirituale, «comprendemmo che cosa fossero la tranquillità dello spirito e la pace dell’anima…».
Lo starec, che guidava lo skit, si addormentò nel Signore mentre pregava, con la corda della preghiera tra le mani.
Dormizione (giorno della memoria): 18 settembre/1 ottobre 1873.
Venerabile ieromonaco del grande schima Amvrosij (Grenkov) (1812–1891)

Grande starec e asceta della terra russa, la cui santità e vita gradita a Dio furono testimoniate dal Signore attraverso numerosi miracoli e dal popolo ortodosso attraverso l’amore sincero, la venerazione e il devoto ricorso alla sua intercessione nella preghiera.
Discepolo degli anziani Lev e Makarij, ereditò da loro il dono della grazia proprio del ministero degli starcy e per oltre trent’anni si dedicò senza riserve al servizio del prossimo.
Fondò il monastero femminile di Šamordino e fu padre spirituale di numerose comunità monastiche. Le sue lettere e i suoi insegnamenti costituiscono una fonte di sapienza spirituale per quanti cercano la salvezza.
Il venerabile possedeva un’intelligenza elevata e limpida e un cuore pieno d’amore. Straordinariamente compassionevole e ricco di doni della grazia, si distingueva soprattutto per la carità cristiana.
Dormizione (giorno della memoria): 10/23 ottobre 1891.
Venerabile ieromonaco del grande schima Anatolij il Vecchio (Zercalov) (1824–1894)

Superiore dello skit e starec, guidava nella vita spirituale non soltanto i monaci di Optina Pustyn’, ma anche le monache del monastero femminile di Šamordino e di altre comunità monastiche.
Uomo di fervente preghiera e asceta, era per quanti si rivolgevano a lui un padre premuroso e un maestro paziente, sempre pronto a condividere i tesori della sapienza, della fede e di una particolare gioia spirituale.
Lo starec Anatolij possedeva uno straordinario dono di consolazione.
Il venerabile Amvrosij diceva che gli erano state concesse una tale preghiera e una tale grazia quali vengono accordate soltanto a una persona su mille.
Dormizione (giorno della memoria): 25 gennaio/7 febbraio 1894.
Venerabile schiarchimandrita Isaakij I (Antimonov) (1810–1894)

Indimenticabile igumeno di Optina Pustyn’, seppe unire la fermezza nel governo del monastero e una raffinatissima capacità di guida pastorale all’umile obbedienza ai grandi anziani di Optina e a un’elevata vita ascetica.
L’opera della sua vita fu custodire e consolidare nel monastero l’eredità spirituale della tradizione degli starcy.
Non conosceva riposo: le porte della sua cella erano sempre aperte ai confratelli e ai poveri.
Nel cibo, nell’abbigliamento e nell’arredamento della cella osservava la più assoluta semplicità, sull’esempio degli antichi asceti.
Dormizione (giorno della memoria): 22 agosto/4 settembre 1894.
Venerabile ieromonaco del grande schima Iosif (Litovkin) (1837–1911)

Discepolo e successore spirituale del venerabile Amvrosij, fu esempio di profonda umiltà, mitezza d’animo e incessante preghiera del cuore e della mente.
Lo starec fu più volte degnato di apparizioni della Madre di Dio.
Secondo le testimonianze dei contemporanei, molti, già durante la vita dello ieromonaco del grande schima Iosif, lo videro risplendere di una divina luce di grazia.
Il venerabile Iosif era un uomo di profonda vita interiore, che custodiva costantemente il silenzio del cuore e la preghiera incessante.
Dormizione (giorno della memoria): 9/22 maggio 1911.
Venerabile schiarchimandrita Varsonofij (Plichankov) (1845–1913)

Superiore dello skit, di lui lo starec Nektarij diceva che la grazia di Dio, in una sola notte, aveva trasformato un brillante ufficiale in un grande anziano spirituale.
Durante la guerra russo-giapponese adempì il proprio dovere pastorale senza risparmiare neppure la vita.
Lo starec possedeva uno straordinario dono di discernimento e chiaroveggenza spirituale: gli veniva rivelato il significato interiore degli avvenimenti ed egli sapeva scorgere i segreti del cuore di quanti si rivolgevano a lui, risvegliando amorevolmente in loro il pentimento.
Dormizione (giorno della memoria): 1/14 aprile 1913.
Venerabile ieromonaco del grande schima Anatolij il Giovane (Potapov) (1855–1922)

Chiamato dal popolo «il Consolatore», aveva ricevuto dal Signore grandi doni di grazia: l’amore e la capacità di consolare i sofferenti, la chiaroveggenza spirituale e la guarigione.
Esercitando con umiltà il suo ministero pastorale nei difficili giorni dei disordini rivoluzionari e dell’ateismo militante, lo starec rafforzava nei propri figli spirituali la determinazione a rimanere fedeli alla santa fede ortodossa fino alla morte.
Dormizione (giorno della memoria): 30 luglio/12 agosto 1922.
Venerabile ieromonaco del grande schima Nektarij di Optina (1853–1928)

Fu l’ultimo starec di Optina eletto dalla comunità monastica.
Attraverso l’ascesi della preghiera incessante e dell’umiltà, ricevette grandissimi doni di taumaturgia e chiaroveggenza spirituale, che spesso nascondeva sotto le apparenze della follia per Cristo.
Durante le persecuzioni contro la Chiesa, pur trovandosi egli stesso in esilio a causa della sua confessione della fede, continuò instancabilmente a guidare spiritualmente i fedeli.
A lui si rivolgevano per ricevere consigli e sostegno nella preghiera tanto i semplici laici quanto grandi gerarchi della Chiesa.
Dormizione (giorno della memoria): 29 aprile/12 maggio 1928.
Venerabile ieromonaco Nikon il Confessore (Beljaev) (1888–1931)

Discepolo più vicino allo starec Varsonofij, fervente uomo di preghiera e pastore colmo d’amore, continuò a esercitare con abnegazione il ministero di guida spirituale anche dopo la chiusura di Optina Pustyn’.
Subì sofferenze e persecuzioni da parte degli atei e concluse la propria vita in esilio, come confessore della fede.
Dormizione (giorno della memoria): 25 giugno/8 luglio 1931.
Venerabile ieromartire Isaakij II (Bobrakov) (1865–1938)

Ultimo igumeno di Optina Pustyn’, sopportò tutto il peso della devastazione e della profanazione del santo monastero.
Portando la croce del servizio di superiore negli anni delle prove e delle sofferenze, rimase saldo nella fede incrollabile, nel coraggio e nell’amore capace di perdonare ogni offesa.
Fu imprigionato quattro volte.
Venne fucilato l’8 gennaio 1938 e sepolto in una fossa comune in un bosco, al chilometro 162 della strada di Simferopoli.
Dormizione (giorno della memoria): 26 dicembre/8 gennaio 1938.
Fonte: Pravoslavie.ru – Traduzione italiana e adattamento redazionale per La Santa Rus’.




