
Di seguito un bel brano tratto dal romanzo I fratelli Karamazov del grande scrittore russo Fedor Dostoevskij. La gente va dallo starec Zosima per presentargli le proprie preoccupazioni e difficoltà, chiedendo la sua preghiera e benedizione. Si avvicina anche una contadina macilenta per confessarsi. Con un bisbiglio sommesso dice di aver ucciso il marito malato il quale in passato l’aveva maltrattata molto. Lo starec vede che la donna, nella disperata consapevolezza della propria colpa, è totalmente chiusa in sé stessa, e che qualsiasi riflessione, qualsiasi conforto o consiglio urterebbe contro questo muro. La donna è convinta di essere condannata. Il monaco, però, le mostra una via d’uscita: la sua esistenza ha un senso, perché Dio la accoglie nel momento del pentimento.
Non temere, non temere mai, e non angosciarti Basta che il pentimento non s’indebolisca in te, e Dio perdonerà tutto. Del resto, su tutta la terra non c’è, e non ci può essere, un peccato che Dio non perdoni a chi si pente sinceramente.
E non è possibile che l’uomo commetta un peccato così grande che esaurisca l’infinito amore di Dio. Può mai esistere un peccato che superi l’amore divi- no? Pensa sempre al pentimento, senza posa, e scaccia ogni paura. Credi che Dio ti ama tanto che tu non puoi neanche immaginarlo, e ti ama anche col tuo peccato e nel tuo peccato.
Per un peccatore pentito c’è molta più gioia in cielo che per dieci giusti, è stato detto già da tempo. Va’ dunque e non temere. Non ti risentire con la gente, non andare in collera per le offese. Perdona in cuor tuo al defunto ogni affronto che ti abbia fatto, riconciliati con lui since- ramente. Se ti penti, vuol dire che ami.
E se ami, sei già di Dio… Con l’amore si conquista tutto, tutto si salva. Se io, che sono un peccatore come te, mi sono commosso ed ho avuto pietà di te, tanto più ne avrà Dio. L’amore è un tesoro così inestimabile, che con esso puoi comprare il mondo intero e riscattare non solo i tuoi peccati, ma anche quelli degli altri. Va’ e non temere.