Aleksej Tereščenko
La fine di ottobre è un periodo umido, grigio e, a modo suo, inquieto. Le giornate si accorciano rapidamente, il cielo incombe con nuvole pesanti, ed è proprio in questa stagione che le vetrine dei negozi, le finestre dei bar e certe porte si ricoprono all’improvviso di ragnatele finte. Da ogni angolo cominciano a fissarci le orbite vuote di teschi di plastica e zucche dal sorriso storto.
Nelle scuole statali russe questa festa è ufficialmente vietata, ed è del tutto logico. Ma siamo onesti: spesso il divieto resta sulla carta. Noi, insegnanti e genitori, a volte chiudiamo un occhio, e nelle ore di inglese si continuano a organizzare di nascosto lezioni a tema, presentate come un’innocua «scoperta delle tradizioni». Nelle scuole private e nei centri linguistici, poi, viene addirittura proposta come il pezzo forte dell’autunno. E i bambini ne sono felici: si travestono volentieri a casa, si dipingono sul viso cicatrici e zanne, perché vogliono qualcosa di coinvolgente, vogliono un po’ di movimento.
L’Halloween commerciale di oggi, con il suo culto degli spiriti maligni, ha cominciato a diffondersi in massa nel mondo soltanto nel XX secolo
Spesso ci giustifichiamo: «Ma è un’antica festa inglese, fa parte della cultura!». In realtà, ciò che vediamo oggi è un’invenzione del tutto recente. L’Halloween commerciale di oggi, con il suo culto degli spiriti maligni, ha cominciato a diffondersi in massa nel mondo soltanto nel XX secolo.
Alcuni insegnanti di scuole o istituti privati promettono ai bambini di festeggiare Halloween alla fine del trimestre e, quando i genitori ortodossi chiedono di fermarsi, si giustificano dicendo che ormai l’hanno promesso, che non sta bene venir meno alla parola data, perché i bambini ci rimarrebbero male. Vengono in mente le parole del Vangelo: «Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto» (Mc 6,26).
Un pericolo mortale in una confezione colorata
Molti minimizzano: «Ma suvvia, abbiamo solo decorato la casa con qualche pipistrello. Ci siamo solo travestiti da demoni e streghe, è uno scherzo!». Eppure sacerdoti ortodossi come padre Georgij Maksimov e altri autori spirituali non si stancano di ricordarlo: nel mondo spirituale non esistono giochi innocui. Anche Sua Santità il Patriarca Kirill ha definito apertamente fuori luogo i tentativi di «russificare» Halloween.
Quando indossiamo l’immagine del male, senza volerlo entriamo in comunione con esso
Come osservava giustamente il vescovo Aleksandr (Mileant), travestirsi da spiriti maligni non è un semplice divertimento, ma un antico rito di offerta alle potenze delle tenebre. La zucca intagliata con una candela accesa all’interno è una parodia malvagia, una contraffazione demoniaca della santa lampada che arde davanti all’icona del Salvatore. Quando indossiamo l’immagine del male, senza volerlo entriamo in comunione con esso. Il mondo demoniaco, il maligno, sa avvolgere un pericolo spirituale mortale in una confezione bellissima e seducente.
I santi padri hanno sempre avvertito con grande acutezza questo confine. Ricordiamo un episodio sorprendente della vita di san Giovanni di Shanghai e San Francisco. Quando seppe che alcuni fedeli, alla vigilia della veglia domenicale, si divertivano a un ballo in occasione di Halloween, si recò direttamente alla festa, attraversò la sala in silenzio e guardò il suo gregge. La mattina seguente rese pubblico un severo decreto «Sull’inammissibilità della partecipazione a divertimenti alla vigilia delle funzioni domenicali e festive». In quel giro silenzioso della sala c’è tutto il dolore del pastore per le anime che, per ignoranza, giocano con le tenebre.
Il paradosso del nostro tempo è che spesso si ha un timore quasi panico di avvicinare un bambino alla Chiesa. «Che bisogno ha di parlare con un prete? Diventerà un fanatico, si spaccherà la fronte a forza di prostrazioni!», dicono alcuni. Ma la legge spirituale è inesorabile: il vuoto non resta mai vuoto. Se non diamo Dio al bambino, quel posto lo occuperanno di sicuro i demoni, e non quelli di plastica, ma quelli veri. Se non abituiamo i figli alla Luce, li lasciamo soli di fronte a un mondo che riempie volentieri quel vuoto con dei surrogati. E poi ci stupiamo da dove nascano negli adolescenti una crudeltà inspiegabile, le distorsioni della propria identità e una solitudine totale.
Che cosa fare, allora? Vietare e basta? I rigoristi diranno: «Non servono alternative, con il mondo non si scende a compromessi!». Ma il punto è proprio questo: un’alternativa è di vitale importanza.
Se ci limitiamo a togliere ai bambini le ragnatele senza offrire nulla in cambio, provocheremo soltanto ribellione
I bambini vogliono fare qualcosa. Molti sono pronti a correre a scuola il sabato per l’inglese supplementare, pur di non restare a casa attaccati ai dispositivi. E se ci limitiamo a togliere loro le ragnatele senza offrire nulla in cambio, provocheremo soltanto ribellione. Persino per i bambini che vivono già la vita della Chiesa la sola liturgia domenicale non basta: nella settimana ci sono altri sei giorni da riempire. Dobbiamo offrire loro la bellezza del mondo creato da Dio.
Perché non organizzare una festa del vero autunno, quello donato da Dio? Nella tradizione popolare oggi la si chiama spontaneamente «Spas della zucca» [sul modello delle feste estive del Salvatore, n.d.t.], «Oseniny» o semplicemente «Festa del raccolto».
Se siete insegnanti e volete preparare una lezione sull’autunno, rendiamola luminosa! Non appenderemo scheletri di carta, ma decoreremo l’aula con ghirlande di foglie dorate e porpora, vere o di carta. Chiederemo ai bambini di addobbare la classe da soli. Al posto di dolci macabri, sforneremo una torta di zucca al miele. Prepareremo una tisana calda e faremo insieme una merenda accogliente. Che i bambini recitino belle poesie sull’autunno, anche in inglese, ma in un clima di calore nostro, familiare, ortodosso. Davanti a una tazza di tè racconteremo loro, senza insistere, come i nostri antenati ringraziavano Dio per il raccolto e si preparavano al lungo inverno, custodendo nelle case il calore e l’amore.
Non abbiamo bisogno di inventare nulla per attirare i bambini. Il mondo di Dio è già bellissimo. Guardate una zucca: è già di per sé straordinariamente bella. Somiglia a un piccolo sole panciuto sceso fino a noi prima del freddo. Per farne un ornamento non le inciseremo un ghigno demoniaco. Lasciamola intera. La appoggeremo semplicemente sul tavolo, accanto a una tazza di tè caldo, e vedremo con dolcezza, senza troppe parole, come la casa diventa davvero accogliente, calda e serena. Senza alcuna paura!
Aleksej Tereščenko
28 ottobre 2026
Illustrazione: Hilda Vandergriff. Articolo originale in russo: «Тыква без оскала, или Как согреть детей настоящей осенью», Pravoslavie.ru, 28 ottobre 2026.




