
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!
Oggi è un giorno speciale. La Chiesa lo celebra come la Pasqua della Madre di Dio.
In realtà, questa festa distrugge il concetto umano di morte, perché quando si parla di morte, si prova sempre dolore, amarezza, nostalgia. Per noi l’incontro con la morte è il dolore più grande che possa colpire un essere umano. E noi celebriamo la morte della Madre di Dio come la festa più grande, perché nella festa della Dormizione della Beata Vergine Maria a tutti i cristiani credenti viene mostrato il mistero che non ci può essere morte per chi ha unito la sua vita a Cristo, per chi è riuscito ad affidare completamente la sua vita a Dio, a viverla fino in fondo, a unirsi a Lui, come la Madre di Dio si è unita a Lui durante la sua vita. E questo pieno affidamento a Dio della propria vita, la piena aspirazione al cielo e l’eliminazione delle cose terrene rendono una persona completamente invulnerabile. Se segue le orme della Santissima Madre di Dio, nulla in questa vita sarà terribile per l’uomo, nulla sarà disperato e senza speranza.
Celebriamo la Dormizione della Beata Vergine Maria come un trionfo della fede umana. Dopo tutto, la Madre di Dio è un essere umano proprio come noi. Quando ogni Pasqua ci rallegriamo del fatto che Cristo è risorto dai morti, in quanto Dio ha vinto la morte, è chiaro a tutti noi: Egli è onnipotente, onnisciente, è il dominatore della vita e la morte sfugge al suo controllo, sebbene sia risorto dai morti come uomo. E nella Dormizione ci imbattiamo nel fatto che non è Dio a vincere la morte, ma una componente del genere umano a vincere la morte, che è nata sulla terra da genitori terreni nello stesso identico modo in cui ognuno di noi è nato sulla terra, è stata concepita, come ognuno di noi è stato concepito, e ha sperimentato tutto ciò che è umano nella sua interezza.
La Beata Vergine Maria non è diversa da noi. Tutto ciò che c’è in lei e in noi è esattamente lo stesso nella natura umana. Ma solo una cosa la distingue da noi: è stata capace di dedicare tutta la sua vita a Dio. E questo, naturalmente, è molto comprensibile, perché ha dato alla luce Dio. Ma non è importante che la Madre di Dio abbia dato alla luce Cristo. Ella ha superato con la sua vita l’impresa naturale di dare alla luce Cristo con un’altra impresa: affidare la propria vita a Dio, come è stata capace di dedicare tutta la sua vita a Dio.
E in questo senso, ognuno di noi ne è capace, ognuno di noi è chiamato e ognuno di noi è donato. Perché fin dall’inizio, pensate a come Dio si è affidato a noi! Come Dio si è fidato delle persone, come si è fidato di sua Madre, la Beata Vergine Maria, tanto da nascere da lei sulla terra! Quale colossale fiducia nel nostro mondo, nella nostra folle umanità, quando Dio si è affidato a noi, si è messo nelle nostre mani! E si affida di nuovo a noi ogni volta che veniamo a ricevere i Santi Misteri di Cristo, si dà di nuovo nelle nostre mani. E in cambio si aspetta la stessa cosa: che ci fidiamo di Lui, che gli consegniamo tutta la nostra vita, che non abbiamo paura di vivere una vita celeste, non terrena.
E quando una persona non ha paura, ma si sforza di vivere una vita celeste, allora non ci sono ostacoli per lei, nessuna morte è terribile. Quando incontra la morte, incontra la Vita, come abbiamo sentito oggi negli stichiri della Beata Vergine Maria: “la tomba è diventata una scala per il cielo”. Vale per ognuno di noi suona, a ognuno di noi è concesso che la tomba diventati una scala per il cielo. Basta guardare come vive la Madre di Dio, come si affida a Dio, e imparare da Lei che è la cosa più importante della nostra vita è vivere una vita celeste, non terrena.
Amen.
Fonte: