Ognuno di noi ha la possibilità di fare del bene. (Metropolita Hilarion)

Metropolita Hilarion (Alfeyev)

Il Metropolita Hilarion (Alfeyev) è uno stimato teologo e compositore. Dal 2022 è Metropolita di Budapest, è stato anche presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del patriarcato di Mosca. La seguente omelia è stata pronunciata il 6 dicembre 2015.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!

Cari padri, fratelli e sorelle, mi congratulo con tutti voi per questa festa e per questa domenica.

Oggi nella lettura del Vangelo abbiamo ascoltato la parabola del ricco stolto, un uomo che aveva un buon raccolto di grano e stava pensando a dove metterlo. “Cosa farò con questo grano? – Devo abbattere i vecchi granai e costruirne di nuovi e grandi per contenere tutto il grano”. Ma quella stessa notte il Signore lo visitò e gli disse: “Pazzo! Questa notte la tua anima ti sarà tolta. A chi andrà tutto quello che hai accumulato?”. E, riassumendo la parabola, il Salvatore dice: “Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio” (cfr. Luca 12, 16-21).

In questa parabola, Cristo ci ricorda che l’uomo non acquisisce ricchezze e risorse materiali nella sua vita terrena per accumulare e costruire grandi granai. Il Signore dà alle persone la ricchezza materiale per condividerla con il prossimo. E se quel ricco fosse stato un uomo di rettitudine e di pietà, quando è nata la sua messe, si sarebbe chiesto: “Che cosa devo fare ora?”. Non avrebbe pensato a costruire granai più capienti, ma avrebbe cercato intorno a sé coloro a cui poter donare questo grano, se non gratuitamente, almeno a un prezzo vantaggioso. Non ho dubbi che la sua buona azione avrebbe cambiato in meglio la vita di molte persone. Ma il ricco sconsiderato non solo non fece questa buona azione, ma non ci pensò nemmeno, pensando solo a se stesso e alla sua ricchezza.

Naturalmente, pochi di noi si trovano nella stessa situazione di quest’uomo ricco. E oggi siamo molto più propensi a pensare non a come ampliare i nostri granai, ma al contrario a come riempirli. Ma l’essenza della parabola è che, nonostante la diversa ricchezza, ognuno può condividere qualcosa con gli altri. Dopotutto, come disse il Signore: “E chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio” (cfr. Matteo 10.42).

Sappiamo dal Vangelo che in uno degli ultimi giorni della sua vita terrena, il Signore Gesù Cristo si sedette davanti al tesoro del tempio di Gerusalemme per osservare la gente che versava denaro nel tesoro. I ricchi che venivano al tempio donavano somme ingenti, altri somme minori. Venne anche una povera vedova che mise solo due spiccioli, le monete più piccole (cfr. Mc 12, 41-44). A quei tempi, per guadagnare il denaro per il cibo, una persona doveva lavorare tutto il giorno e riceveva in cambio un denaro. Uno spicciolo corrispondeva a 1/132 di un denaro – proprio il salario giornaliero di un lavoratore a giornata.

La povera vedova portò solo due spiccioli, ma come ci dicono i Santi Padri, non ci vuole molto denaro per guadagnare il Regno di Dio. A Zaccheo bastò dare la metà dei suoi beni (cfr. Luca 19,8-10), alla povera vedova bastarono due spiccioli, e a qualcuno basta dare al suo prossimo una tazza di acqua fredda. Il Signore non ci chiede cosa non abbiamo, ma ci chiederà come abbiamo disposto di ciò che abbiamo. Questo non vale solo per le nostre ricchezze materiali, ma anche per i doni spirituali che abbiamo ricevuto dal Signore. Come abbiamo disposto della ricchezza della nostra anima? La nostra vita è stata una ricchezza per noi stessi o una ricchezza per Dio?

Ognuno di noi ha l’opportunità di fare del bene. Ognuno di noi ha la possibilità di condividere con il prossimo la ricchezza spirituale e materiale che possiede. Per questo è sufficiente non soffermarsi mai su se stessi, ma volgere lo sguardo a coloro che hanno bisogno del nostro aiuto, ai quali possiamo mostrare misericordia per la Gloria di Dio. E non dobbiamo aspettare che queste persone vengano da noi: possiamo trovarle noi stessi, e nessuna buona azione fatta a un’altra persona rimarrà mai senza ricompensa da parte del Signore.

Questo è ciò che il Signore ci ricorda nella parabola di oggi. Chiediamogli di darci la vista spirituale per accorgerci del bisogno, del dolore, dei problemi di un’altra persona, e che ci aiuti ad arricchirci sempre in Lui e non in noi stessi. Amen.

Fonte (RU): https://проповеди.рф/propovedi/propoved/mitropolit-ilarion-u-kazhdogo-iz-nas-est-vozmozhnost-tvorit-dobro-06122015/


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