
Oggi la Vergine appare nel tempio di Dio, in attesa di annunciare Cristo a tutti.
Sui gradini del santuario dell’Antico Testamento del Tempio di Gerusalemme si trova la bambina di tre anni, trionfante ed esultante. I suoi anziani e giusti genitori, Gioacchino e Anna, e un coro di ragazze adolescenti con candele accese accompagnano colei che è offerta in dono a Dio. Il sommo sacerdote Zaccaria, sopraffatto dalla santa gioia, introduce la santa Bambina nel Santo dei Santi, dove solo lui può entrare e solo una volta all’anno. Così Dio Padre, tra tutte le ragazze adolescenti, ne scelse una per essere la madre di Suo Figlio. E dopo averla scelta, la portò a sé nella sua casa reale, nel tempio, e qui si concluse l’alleanza: lui scelse e lei promise di essere fedele. Così è avvenuto il fidanzamento spirituale tra Dio Padre e la Vergine Maria. La Vergine è promessa sposa di Dio Padre, preparata ad essere madre del Figlio e nutrita dallo Spirito Santo.
I genitori, quando consegnano la loro unica figlia a Dio, si rallegrano. Questo è ciò che fanno i genitori santi. Quando i figli vanno a fare i monaci, i genitori di solito lo impediscono; ma i genitori santi lo benedicono con gioia. Gioacchino e Anna sapevano che da quel momento in poi erano già in secondo piano: i genitori naturali avevano fatto il loro lavoro…. Ma essendo umili, lo accettarono con gioia. E la Madre di Dio ha un padre spirituale – il Sommo Sacerdote Zaccaria – così, con la fine della parentela corporea, inizia la paternità spirituale, o starshestvo. E tra questi genitori non c’è invidia né lotta, ma completa armonia, perché tutti sono mossi dall’unico Spirito di Dio, tutti fanno la stessa opera. Il dono di Dio agli uomini – la Beata Vergine – il frutto della preghiera dei genitori anziani, attraverso di Lei – Cristo – viene restituito dagli uomini a Dio come dono a Lui da parte degli uomini, come sacrificio favorevole e profumato. E con questo ingresso, in previsione di grandi cambiamenti nel mondo, per la prima volta è stato possibile cantare le parole di gioia e di speranza: “Cristo è nato, glorificatelo; Cristo dal cielo, risplendi”!
La preghiera, la lettura della Parola di Dio, l’artigianato, il pensiero di Dio – in una parola, l’intera vita in Dio, da Dio solo, era la sua occupazione costante. Mancavano pochi anni alla comparsa di Cristo Salvatore nel mondo e il tempio di Dio era chiamato a nutrire ed educare in questi anni l’anima sensibile, infantile e pura della Theotokos, preparando l’incarnazione di Dio in Lei.
Tutti noi, fratelli e sorelle, in questo grande giorno di festa, non possiamo non riflettere e renderci conto che il cammino verso il Cielo inizia alla soglia del tempio di Dio costruito dall’uomo. E la nostra strada nella vita deve passare attraverso il tempio, per essere nutrita e cresciuta in esso, in modo che questa strada si concluda nel santuario di Dio, in cielo, dove Cristo stesso, il Sommo Sacerdote delle future benedizioni, è già salito con il suo sangue sacrificale per noi. Amen.
Un monaco di Optina
Fonte (RU): https://www.optina.ru/holidays/1204/