Ciò che la Quaresima dà e promette (Ioann Krestiankin)

Esortazione nella Domenica del Perdono dell’Archimandrita Ioann (Krestiankin)

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Gloria a te, Signore! Siamo ancora in grado di vivere fino alla santa Quaresima; ci è ancora concesso il tempo di risollevarci dai fumi della vita peccaminosa, quando il Signore è pronto ad accoglierci nel suo paterno abbraccio di perdono.

Già da tre settimane preghiamo il Signore: “Aprimi le porte del pentimento, o Signore della vita!”

E ora questo tempo di salvezza è arrivato. Siamo alle soglie della Grande Quaresima, il luogo del nostro pentimento e della misericordia del Signore verso noi peccatori pentiti. Avviciniamoci, miei cari, con coraggio ed entriamo con desiderio in questo cammino salvifico. Nei grandi e salvifici giorni della Quaresima, attraverso le preghiere assidue, il digiuno e il sacramento del pentimento, il Salvatore, il Signore, è pronto a risollevarci dalle profondità del peccato e a fare di noi una nuova creatura. E la Santa Chiesa, nostra madre, come una saggia educatrice, ci ha gradualmente preparato all’impresa del digiuno con inni e preghiere, trasferendoci dal cibo a base di carne e pesce a quello a base di formaggio, e dal cibo a base di formaggio a quello a base di verdure, incoraggiandoci con esempi tratti dalle letture del Vangelo e dalla vita dei santi. Quasi fin dai primi giorni del nuovo anno abbiamo sentito il richiamo del Battista Giovanni: “Convertitevi, il Regno di Dio è vicino” (Matteo 3:2); poi è risuonato il sermone del Salvatore stesso sullo stesso pentimento… Nella parabola del pubblicano e del fariseo abbiamo sentito come dobbiamo pregare, affinché la nostra preghiera sia ascoltata dal Signore. Nella storia del Figliol Prodigo, abbiamo visto un esempio dell’inesauribile misericordia di Dio per il peccatore pentito. Nella lettura sul Giudizio Universale abbiamo appreso cosa ci aspetta nell’oltretomba e come dobbiamo vivere qui sulla terra, affinché la risurrezione nell’eternità non diventi un pianto e un tormento tardivo. E nel Vangelo di oggi ci viene indicata la via più breve per la salvezza: “Perdonate e vi sarà perdonato” (Lc 6,37). Tutto questo ordine di vita saggio e salvifico ci viene ricordato anno dopo anno nella Chiesa. Perché, miei cari, molti di noi rimangono spesso sordi a queste chiare ed evidenti verità salvifiche? Credo che il motivo sia che non comprendiamo profondamente e non prendiamo a cuore ciò che la Quaresima ci richiede, ci dà e ci promette.

Che cosa richiede? – La Quaresima richiede pentimento e correzione della nostra vita.

Che cosa dà? – Il perdono e il ritorno di tutte le grazie di Dio.

Cosa promette? – La gioia nello Spirito Santo qui e la beatitudine nell’eternità.

Se percepiamo tutto questo non con una mente fredda, ma con un cuore vivo e caldo, tutto nella nostra vita prenderà vita. Anche noi stessi prenderemo vita, gelosi della nostra comunione vivente con il Dio vivente. E il digiuno sarà la via che ci condurrà alla beatitudine finora sconosciuta. E le tribolazioni e le difficoltà che ci attendono non sono ostacoli alla salvezza, ma il cammino stesso della salvezza comandatoci da Cristo. Ma mentre entriamo nei giorni della Santa Quaresima, prima di comparire al cospetto di Dio con il pentimento per le nostre trasgressioni, dobbiamo far rivivere nei nostri cuori la legge salvifica: “perdona e ti sarà perdonato”. Questa è l’unica condizione senza la quale non ci può essere perdono per noi. “Se … perdonate agli uomini i loro debiti, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; se… Se non assolverete gli uomini dai loro debiti, neppure il Padre vostro vi assolverà dai vostri” (Matteo 6:14-15). Prestiamo attenzione, miei cari, a queste parole, penetrandone il significato, e portiamo il perdono di chi ha peccato contro di noi non sulla punta della lingua, ma liberiamo il nostro cuore dai pesi e dalle tenebre delle offese e dei sospetti, che fanno crescere un muro impenetrabile tra noi e Dio. Il cuore deve pronunciare un perdono pieno e perfetto non solo verso chi ci ha offeso, ma anche verso tutti coloro che ci odiano, che ci condannano, che ci calunniano, che ci fanno del male. Dobbiamo essere impregnati dell’idea che il Signore ci permette tutto questo per la crescita spirituale, come mezzo di prova, di perfezionamento e di correzione. E oggi l’Amore perdonante di Dio aspetta che noi, che abbiamo perdonato e perdoniamo, che abbiamo offeso e offendiamo, copriamo di misericordia tutti i suoi figli, affinché sentano in sé il respiro del Regno Celeste.

Sembra una via di salvezza così semplice e alla portata di tutti. E dipende solo da noi stessi. Domate il vostro cuore impenitente, passate dai sentimenti impenitenti alla compassione, alla simpatia e all’amore, legate il vostro ego e il vostro amor proprio, e il gioco è fatto. Siete salvi!

La domenica del perdono è un grande giorno celeste e divino, in cui la Santa Chiesa ha istituito il rito del perdono dei debiti reciproci. E se tutti noi prendessimo a cuore la sua promessa, in questo giorno le comunità umane cristiane si trasformerebbero in comunità paradisiache e la terra si fonderebbe con il cielo. L’amore di Dio e l’amore dell’uomo, incontrandosi, produrrebbero una tale gioia pasquale alle soglie del cammino quaresimale da essere fonte di forza per l’intero periodo quaresimale.

Ma sappiamo perdonare? Sappiamo davvero perdonare? Riusciamo a vedere le nostre debolezze e i nostri debiti nei confronti del prossimo in modo da poter dire sinceramente: “Perdona i miei peccati”? Tutti noi, senza eccezione, dobbiamo rispondere a queste domande.

Del resto, se secondo le parole dell’apostolo Giacomo “se avete nel vostro cuore amara gelosia e spirito di contesa, non vi vantate e non mentite contro la verità.  Questa non è la saggezza che scende dall’alto; ma è terrena, naturale e diabolica.  Infatti dove c’è invidia e contesa, c’è disordine e ogni cattiva azione. La saggezza che viene dall’alto anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia. Il frutto della giustizia si semina nella pace per coloro che si adoperano per la pace. (Giacomo 3:14-18).

Siamo tutti bisognosi di perdono, della misericordia di Dio. Affinché il nostro lavoro e le nostre imprese quaresimali non siano vane, oggi dobbiamo tutti renderci conto che il nostro dono può essere rifiutato da Dio per il solo motivo che non abbiamo adempiuto alla chiamata all’amore, non ci siamo riconciliati, non abbiamo perdonato con tutto il cuore. Ancora ricorderò l’esortazione del Salvatore stesso: “Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te,  lascia lì la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offerta”. Il perdono delle offese! Da dove vengono queste offese? La radice di tutte le nostre relazioni non fraterne: litigi, inimicizie, amarezze – si trova nel nostro cuore amante di se stesso. L’amor proprio alimenta l’orgoglio e l’invidia… Tutte le altre passioni crescono da esse. Non è facile combatterle, ma è necessario, altrimenti la nostra salvezza è impossibile. “Poiché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni.” (Giacomo 3:16) ci ricorda l’apostolo Giacomo. Miei cari, questo è un tempo favorevole, questo è il giorno della salvezza. Oggi è la primavera dell’anima! Siamo ansiosi della salvezza, della purificazione dei nostri cuori. La grazia divina attende la nostra volontà per aiutare noi che siamo deboli e infermi. Desideriamo la salvezza e rispondiamo all’amore e alla chiamata divina con la nostra stessa vita. Ricordiamo nel nostro cuore le azioni e i frutti delle nostre cadute che portano alla morte eterna.

Se siamo caduti mangiando il frutto proibito, esortiamo noi stessi a rialzarci facendo il digiuno comandato;

se siamo caduti per presunzione, rialziamoci con la mitezza e l’umiliazione di noi stessi;

se ci siamo allontanati da Dio con l’impenitenza, torniamo a Lui con le lacrime di commozione;

Se siamo periti per la negligenza e la dimenticanza di Dio – rianimiamoci con la preoccupazione per la salvezza e il timore di Dio.

Cerchiamo di liberarci da tutte queste reti, con le quali Satana ci sottomette alla sua volontà, separandoci da Dio. Ascoltiamo la voce di Dio, che attraverso l’apostolo ci risveglia dal sonno della morte: “: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno… La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.”. (Rm 13,11-12) “Ecco il momento favorevole! Ecco, ora è il giorno della salvezza!”. (2 Corinzi 6:2)

Per questo sta scritto:
«Svègliati, o tu che dormi,
déstati dai morti
e Cristo ti illuminerà
». (Efesini 5,14). Amin!

Fonte (RU): https://проповеди.рф/propovedi/propoved/pouchenie-v-proshenoe-voskresenie-arhimandrit-ioannkrestyankin/


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